martedì 13 settembre 2011

Rifugio Borelli



Bellissima gita al Rifugio Borelli Pivano (mt 2310) con Attilio.

In un ambiente selvaggio ci muoviamo sugli aerei passaggi della ferrata.

Non c'è nessuno, solo le guglie svettanti della cresta du Pueterey (Welzenbach e co).







giovedì 8 settembre 2011

Affreschi trecenteschi

L'arte, si sa, è una (La) importante risorsa italiana, peccato che spesso non sappiamo utilizzarla al meglio.

Qui piu che le perle ai porci diamo gli affreschi alle vacche, ma non è un modo di dire, qui è realtà.

Chiunque sia stato in Francia non può non fare dei confronti (sigh).

mercoledì 7 settembre 2011

Elva

... la cosa che mi ha sempre incuriosito è per quale motivo un pittore fiammingo del XV secolo, accetti di lasciare le sue terre per andare ad affrescare una chiesetta di montagna dell'alto cunese, isolata per 6 mesi all'anno dalla neve.

Probabilmente il marchese di Saluzzo pagava bene, e, forse, a dispetto della posizione quantomeno decentrata, Elva godeva di una certa importanza nel marchesato, però...

Per noi, comunque, l'ennesimo tesoro sotto casa!

lunedì 5 settembre 2011

With or without you


La Danza Macabra: in una sperduta chiesetta un affresco di disorientante bellezza e profondità, custodito da poche pietre e dal silenzio.

domenica 4 settembre 2011

Steve

Tra le varie di questa estate segnalo l'amicizia con Steve House in occasione della presentazione del suo libro Beyond the Mountain a Courmayeur organizzata dalla Grivel di Courmayeur.


Mi ha colpito la sua sfacciata (per l'intervistatore) essenzialità nelle risposte, la sua mitezza, la sua franchezza.

Leggendo poi il libro si capisce che non è buonismo, bensì frutto di una visione dell'alpinismo maturata in terre selvagge, nell'Oregon, in Alaska sul Denali, lontano da operazioni di marketing (sempre più frequenti), dove l'uomo per vincere, deve prima di tutto misurarsi con se stesso e poi con la vetta (da qui il titolo, preso da Bonatti, "Oltre la montagna (c'è l'uomo)".  Anche il confronto con il compagno di cordata (oltre la montagna) è ben commentato. Non è che uno vale l'altro. Il rapporto che si instaura è quasi come quello tra marito e moglie, ma non tanto per le eventuali cadute, per la sicurezza ecc, piuttosto per aver vicino uno che possa seguirci nelle scalate dentro noi stessi.

Va da se la scelta dello stile alpino, l'impatto 0, ecc ecc.

Possono sembrare banalita qui da noi, ma la, ad es in Karakorum,  non lo sono.

E poi tra le righe del libro si evince il rischio che l'alpinismo assorba tutto (le relazioni umane, un impegno che non sia la roccia, ecc). Bello allora che dopo gli exploit che l'hanno reso famoso ci sia l'attenzione ad una Fondazione per i bambini pakistani e per i giovani aspiranti climbers.

Una bella ricerca verso l'autenticità e, per me, una bella amicizia