martedì 20 dicembre 2011

Per il 2012

Se potessi vivere di nuovo la mia vita. 
Nella prossima cercherei di commettere più errori. 
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato, di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igenico.
Correrei più rischi, farei più viaggi,
contemplerei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei in più fiumi. 
 
Andrei in più luoghi dove mai sono stato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.
   
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto della loro vita sensati e con profitto; certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
   
Ma se potessi tornare indietro, cercherei di avere soltanto momenti buoni. 

Chè, se non lo sapete, di questo è fatta la vita, di momenti: non perdere l'adesso.
   

Io ero uno di quelli che mai andavano da nessuna parte senza un termometro, una borsa dell'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
  
Se potessi tornare a vivere comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in calesse, guarderei più albe, e giocherei con più bambini, se mi trovassi di nuovo la vita davanti. 
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges

venerdì 16 dicembre 2011

Natale 2011

"Mi rivolgo a voi,
giovani di tutti i paesi.
Siate intransigenti nel dovere di amare.
Non cedete, non ammettete compromessi, non fate marcia indietro.

Ridete di quelli che vi parleranno di prudenza, di opportunità, di quanti vi consiglieranno di "mantenere l’equilibrio", di quei miserabili campioni del giusto mezzo.

E soprattutto credete alla bontà del mondo.

Nel cuore di ogni uomo ci sono prodigiosi tesori d'amore: a voi tocca scoprirli.
La maggiore sventura che potrebbe toccarvi sarebbe quella di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non servisse a niente. Siate coraggiosi ed esigenti.

Con la coscienza del dovere che avete di creare felicità per tutti gli uomini vostri fratelli, non vi lasciate sprofondare fra le sabbie mobili dei velleitari o degli impotenti.

Lottate a viso aperto. Denunciate a voce alta.
Non permettete imbrogli intorno a voi. Siate voi stessi e sarete vincitori."

Raul Follerau

martedì 13 settembre 2011

Rifugio Borelli



Bellissima gita al Rifugio Borelli Pivano (mt 2310) con Attilio.

In un ambiente selvaggio ci muoviamo sugli aerei passaggi della ferrata.

Non c'è nessuno, solo le guglie svettanti della cresta du Pueterey (Welzenbach e co).







giovedì 8 settembre 2011

Affreschi trecenteschi

L'arte, si sa, è una (La) importante risorsa italiana, peccato che spesso non sappiamo utilizzarla al meglio.

Qui piu che le perle ai porci diamo gli affreschi alle vacche, ma non è un modo di dire, qui è realtà.

Chiunque sia stato in Francia non può non fare dei confronti (sigh).

mercoledì 7 settembre 2011

Elva

... la cosa che mi ha sempre incuriosito è per quale motivo un pittore fiammingo del XV secolo, accetti di lasciare le sue terre per andare ad affrescare una chiesetta di montagna dell'alto cunese, isolata per 6 mesi all'anno dalla neve.

Probabilmente il marchese di Saluzzo pagava bene, e, forse, a dispetto della posizione quantomeno decentrata, Elva godeva di una certa importanza nel marchesato, però...

Per noi, comunque, l'ennesimo tesoro sotto casa!

lunedì 5 settembre 2011

With or without you


La Danza Macabra: in una sperduta chiesetta un affresco di disorientante bellezza e profondità, custodito da poche pietre e dal silenzio.

domenica 4 settembre 2011

Steve

Tra le varie di questa estate segnalo l'amicizia con Steve House in occasione della presentazione del suo libro Beyond the Mountain a Courmayeur organizzata dalla Grivel di Courmayeur.


Mi ha colpito la sua sfacciata (per l'intervistatore) essenzialità nelle risposte, la sua mitezza, la sua franchezza.

Leggendo poi il libro si capisce che non è buonismo, bensì frutto di una visione dell'alpinismo maturata in terre selvagge, nell'Oregon, in Alaska sul Denali, lontano da operazioni di marketing (sempre più frequenti), dove l'uomo per vincere, deve prima di tutto misurarsi con se stesso e poi con la vetta (da qui il titolo, preso da Bonatti, "Oltre la montagna (c'è l'uomo)".  Anche il confronto con il compagno di cordata (oltre la montagna) è ben commentato. Non è che uno vale l'altro. Il rapporto che si instaura è quasi come quello tra marito e moglie, ma non tanto per le eventuali cadute, per la sicurezza ecc, piuttosto per aver vicino uno che possa seguirci nelle scalate dentro noi stessi.

Va da se la scelta dello stile alpino, l'impatto 0, ecc ecc.

Possono sembrare banalita qui da noi, ma la, ad es in Karakorum,  non lo sono.

E poi tra le righe del libro si evince il rischio che l'alpinismo assorba tutto (le relazioni umane, un impegno che non sia la roccia, ecc). Bello allora che dopo gli exploit che l'hanno reso famoso ci sia l'attenzione ad una Fondazione per i bambini pakistani e per i giovani aspiranti climbers.

Una bella ricerca verso l'autenticità e, per me, una bella amicizia

martedì 16 agosto 2011

Helga, ago 11

Libertà



Sullo sfondo l'incredibile lenzuolo del Bianco

Mucche




Un freddo micidiale!

Chamonix...

Val Ferret svizzera

Attoniti davanti ai ghiacci



Harakiri?

Quand'ero piccolo sul Rif Boccalatte aleggiava un’atmosfera eroica. Non era facile arrivarci: prima una buona camminata, poi le mitiche cascate, poi una facile arrampicata, poi la scaletta strapiombante incastrata in una fessura, poi la lunga morena, poi il passaggio sotto la Bouteille (vedi foto),

...
e infine il breve tratto di roccia dove non si poteva cadere perché il volo sarebbe stato fatale.


A questo si aggiungevano note di cultura: la piccola croce  di legno con su scritto “il n’est pas tombé, il est mort. Edoardo vi accompagna” , la targa che segnala che tra quelle rocce è scomparso un certo Herald (correvano gli anni Settanta), e poi caprioli e camosci.


Poi finalmente si arrivava ed era uno spettacolo: era il Rifugio per antonomasia: tutto di legno, con balconata a picco sui pinnacoli del ghiacciaio, montagna vera ma non troppo severa. Sembra quello dolcissimo disegnato da Samivel:


Ci si andava sia per raggiungerlo e tornare, sia per la normale alle Grandes Jorasses, una bellissima ascensione di livello, nel gruppo del ‘Bianco.

Bene, ci sono stato pochi giorni fa per tastare il terreno circa l’eventualità di portarci i miei camoscini e con grande dispiacere ho scoperto che non è custodito e cosa piu grave hanno tolto la ringhiera del balcone (vedi foto) cosi diventa veramente quantomeno trepidante il godersi il panorama fuori dal rifugio.





D’altro canto il rifugio all’interno è impeccabile! Pulito, caldo e accogliente, sembra che ogni alpinista che vi arrivi ci lasci qualcosa da mangiare pensando, altruisticamente, ai poverelli che scendono stanchissimi a affamati dalla mitica Nord delle Jorasses. Sopra il frigo ho infatti trovato di tutto: dal latte condensato, ai salami, formaggi, cioccolato ecc ecc.



In effetti il rifugio, malgrado appunto si faccia di tutto per abbandonarlo, è abbastanza frequentato dagli alpinisti (quasi tutti francesi o comunque stranieri) che salgono la normale alle Jorasses o scendono dalle piu impegnative altre vie.


L'altra sera, erano le 22,30, ho visto delle pile sul reposoir, se ci fosse stata almeno una luce al rifugio quei poveretti avrebbero evitato una notte in un crepaccio a  circa 3700 metri.

Ora, in un momento di crisi, come è possibile abbandonare anche le poche fonti di turismo che abbiamo? Come è possibile una scelta tanto pazza?

Ho chiesto alle Guide che mi hanno detto che il Cai, che ne è il proprietario, chiede agli eventuali custodi una cifra che non consente di coprire i costi e l’impegno di tenerlo aperto. Si aggiunga che la Commissione Sicurezza ha decretato che il Rifugio è sotto il rischio della caduta di un immenso (fantomatico) seracco e anche questo ha comportato
la chiusura del rifugio.

Certo che ciascuno difende le sue ragioni e pensa piu a coprirsi le spalle che a risolvere la situazione. Ovvio che non tutti sono cosi. Renzino Cosson, senza colpevolizzare nessuno, mi ha detto “tempi duri”.

Però…

Da ultimo un mio personalissimo commento sul nuovo Gervasutti: mah….. MAH…… Solo questo: al TG3 Reginale i due giovani e capaci architetti hanno dapprima spiegato che l'ispirazione era per qualcosa di poco impattante, che l'uomo, lì, è ospite e quindi deve muoversi in punta di piedi (cosi hanno detto "in punta di piedi").
Per questo (?) il nuovo rifugio (se ho ben capito) si presentarà come un tunnel che "esce" nel vuoto, sospeso in aria per parecchi metri.
Un po' come quel tratto sul Grand Canyon (della serie : potevamo stupirvi con effetti speciali...).

Vi chiedete dov'è la scelta di essere poco impattanti? Nel fatto che si può montare e togliere velocemente perchè è molto leggero (materiali super sofisticati).... ah certo poi perchè ha i pannelli (e quale rifugio oggi non li ha?).

(e questo? è troppo o poco impattante?)

Per carità: non entro nel merito delle scelte estetiche (come quella degli oblò) e tantomeno nelle considerazione di cosa si sarebbe potuto fare con tutti quei soldi, però...




lunedì 30 maggio 2011

Mormy


… tornando alla partita di tennis di Castelli di rabbia…

immagina un vecchio che  voglia attaccar bottone (ti sarà capitato):

"anch'io ho dei nipoti...", "ai miei tempi nevicò un metro e mezzo" o “caldo? Lei non ricorda l’estate del ’54, quello si…”

… solo per dire "si fermi un po' a parlare con me... ne ho bisogno... salgo sul 42 solo per scambiare due parole con qualcuno"

ma non lo dicono mai, per  delicatezza.

Allora la gente dice "ah" "è vero" "mi spiace". Sempre senza puntini "...": chiudono.

i più sensibili sentono la richiesta ma non si piegano e si dileguano con un "mi scusi devo scappare", 


dicono, dico, proprio "scappare"!!!, 

anch'io devo scappare, e scendo dal tram, confuso in quella massa anonima che si avvia alla timbratura dell'ufficio. 

Mormy quelle richieste che vengono dal cuore di un ottantenne, quelle parole che hanno la vita che si ha a ottantanni, gli si incagliano dentro, capisci? e non riescono piu a uscire,

non riesce a andare avanti, come avessero gettato sabbia nei suoi ingranaggi

non riesce a liberarsene, come delle pietre che lo affossano, bloccato come da un'ancora incastrata nell'anima.

questo è mormy (per me)